Riflessioni II domenica Pasqua 23/04/2017

RIFLESSIONI II DOMENICA PASQUA 2017- (ANNO A)

 

 

 

 

 

 

 

Nella domenica di Pasqua ci siamo trovati di fronte al mistero, oggi vediamo invece la reazione dell’uomo cioè, la gioia della fede. Negli Atti degli Apostoli vediamo una Gerusalemme che crede nella resurrezione di Gesù, che si interroga ascoltando le parola degli apostoli e che ripete la frazione del pane come nell’ultima cena. Nella seconda lettura è Pietro che ci dice: "Senza averlo visto, credete in lui, e vi rallegrate con una gioia ineffabile e raggiante, ottenendo così la salvezza, che è l'obiettivo della vostra fede". Nel Vangelo, Giovanni ci presenta San Tommaso e con lui, ognuno di noi, che passa dallo scetticismo alla fede.

 

In questa seconda domenica di Pasqua ritengo sia giusto iniziare la nostra riflessione partendo dalla lettera ai Corinti, dove, san Paolo scrive: "Se Cristo non è risorto vana è la nostra fede, siamo gli uomini più infelici della terra" e più avanti: "Ma no, Cristo è resuscitato dai morti".

 

Difatti, la risurrezione è fondamento e colonna portante della fede cristiana. È con la risurrezione che Dio mostra il progetto che aveva sulla vita del Cristo, i motivi dei suoi agiti, è qui che elicita i motivi e le azioni di redenzione. Con la frazione del pane il cristiano, diviene parte della risurrezione di Cristo pur essendo ancora sulla terra per cui vediamo una rappresentazione di una fede gioiosa, che gode dell’essere parte della vita del Cristo. Ed è proprio questa gioia che San Pietro canta in un inno nella seconda lettura, dicendo : "Benedetto sia Dio, Padre di Nostro Signore Gesù Cristo, che per la sua grande misericordia, mediante la resurrezione di Gesù Cristo dai morti, ci ha rigenerati per una speranza viva, per un'eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce".

 

In effetti, è nella resurrezione che vediamo la fedeltà e l’amore di un Dio Padre, che non lascia suo figlio, nella tenebra della morte, ed è ciò che promette anche a noi nella sua Misericordia. Dimostrazione lampante di questa fedeltà e amore di Dio è l’atteggiamento di Gesù con l’apostolo Tommaso, difatti, Gesù si mostra a lui e gli offre un contatto affinché lui creda, e torni ad una fede solida scevra da paure e dubbi inutili

 

Di fronte a questa Parola di Dio, proclamata oggi nella Chiesa quale può essere la risposta dell'uomo al mistero? Sia che esso venga accettato per 'miracolo' della grazia, sia che venga rifiutato ( basandosi sulla povera luce della sua intelligenza finita). Qualunque sia la risposta dell'uomo, il mistero s'impone, senza possibilità alcuna di dimenticarlo o di annullarlo. Non dobbiamo e non possiamo meravigliarci delle diverse risposte che si possono avere a questo interrogativo. Ma di certo colui che si sente cristiano non può smettere di predicarlo, di testimoniarlo, di indicarlo come assolutamente importante per ogni esistenza umana, e rallegrandosi con tutti coloro che accettano il mistero di Cristo risorto e vibrano spiritualmente con esso.

 

Non dimentichiamo mai che la fede nella resurrezione è un dono, un 'miracolo' della grazia e dell'amore di Dio. Questo dono lo abbiamo ricevuto nel battesimo, ma e come un bambino che ha bisogno di cure. Bisogna coltivarlo, proteggerlo, dargli valore, perché nulla e nessuno lo estirpi dal nostro cuore . Come coltivarlo: proteggendo gli umili i poveri e i diseredati, dando valore alle persone che incontriamo nella nostra vita di ogni giorno iniziandoli con la nostra testimonianza al dono della fede, e in particolare, alla fede nella Risurrezione di Gesù Cristo.

 

Come farlo?

 

Con le nostre opere !!!              

Attraverso agiti che appalesano che la resurrezione di Gesù Cristo non è estranea alla vita dell'uomo, anzi è la base, il punto di partenza del senso vero della vita.

 

”Se Cristo è risorto, anche noi resusciteremo con lui".

 

 

 

 

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