Riflessioni VI domenica Pasqua 21/05/2017

RIFLESSIONI VI DOMENICA PASQUA 2017- (ANNO A)

 

 

 

 

 

 

 

Oggi ultima domenica del tempo di pasqua, potremmo dire che in “un certo senso” viene introdotta la solennità della Pentecoste che celebreremo tra qualche settimana. In queste sei settimane la Parola di Dio ci ha accompagnato amorevolmente a vivere “più” e “meglio” un Amore la cui misura è “ Amare senza misura”. Se proviamo a “ricordare” i Vangeli ascoltati in queste settimane forse capiremo meglio il Vangelo di oggi.

 

Ma attenti !!!

 

Il termine “Ricordare” va inteso come un Ri- Cor – Dare, ovverossia, un ridare al nostro cuore le esperienze e le emozioni scaturite dall’ascolto della Parola .

 

Domenica di Pasqua : “Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro…

…Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!

…Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

II Domenica di Pasqua: …venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore…

 

Giovanni, continua e ci presenta San Tommaso e con lui, ognuno di noi, che passa dallo scetticismo alla fede.

 

 

III Domenica di Pasqua: Gesù si fa compagno di viaggio dei due discepoli … e a sera ….Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

 

IV Domenica di Pasqua: In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

V Domenica di Pasqua: Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me…

…Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse…

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

 

 

Quanti umani sentimenti, quante emozioni dell’uomo di ogni tempo sono rappresentate nei Vangeli ascoltati … paura, tristezza, delusione , dubbi, incertezza, gioia, felicità ma in ogni vicenda, in ogni racconto al di sopra di tutto si è sempre imposto l’Amore di Gesù che assumendo la natura umana ha fatto suoi tutti i vissuti e gli stati d’animo di ciascuno di noi ed, ora per allora, continua a prendersi cura della nostra vita.

In quest’ultima domenica del tempo di Pasqua nella prima lettura Luca ci parla di Giovanni e Pietro, mentre: "pregavano per i battezzati di Samaria, affinché essi ricevessero lo Spirito Santo". Nella seconda lettura vediamo come San Pietro, nella sua lettera, descrive gli avvenimenti della Pasqua dicendo che: : "Cristo in quanto uomo soffrì la morte, ma fu restituito alla vita dallo Spirito". Nel vangelo è Gesù che fa una promessa, agli apostoli ed ai battezzati di Samaria: "Io pregherò il Padre perché vi mandi un altro Paraclito, perché stia sempre con voi".

L’opera della Trinità all’interno della storia della salvezza, è sempre rivolta a beneficare l’uomo e la sua salvezza. Ogni passo dell’uomo verso la salvezza è originato dalla Benevolenza e dall’amore del Padre, che arriva a mandare il proprio figlio in mezzo agli uomini per salvarli dal loro peccato. La Missione di Gesù è condurre l’umanità nel percorso verso il Padre. Nel vangelo di oggi Gesù fa la promessa dell’arrivo dello Spirito Santo, che è il segno del suo restare accanto a loro. Gesù fa questa promessa per rassicurare i discepoli che non resteranno soli, che non saranno come orfani quando lui sarà morto, e lo fa dicendo loro: "Non vi lascerò orfani, tornerò a stare con voi". Gesù promette loro l’arrivo del “Paraclito” dal greco paràclitos che significa "chiamato appresso", di cui l'equivalente latino è l'ad-vocatus, cioè "avvocato", inteso come "difensore" o "soccorritore", per estensione “consolatore”. Ed è nella Pentecoste che i dodici conosceranno e sperimenteranno la forza e la presenza dello Spirito Paraclito. Attraverso questa esperienza Dio si mostra completamente all’uomo e illumina il suo cammino e la sua missione sulla terra dando un senso reale e concreto alla sua esistenza. Lo spirito è la fonte della resurrezione di Gesù e allo stesso tempo rende vivo l’uomo che crede e spera nel Vangelo, come i battezzati di Samaria, ed è una vita che non si esaurisce, è una vita che come il roveto ardente di Mosè porta al Signore e non si consuma.

I primi cristiani sperimentarono direttamente che Dio non viene meno alle sue promesse, e le promesse di Dio tutt’oggi si realizzano nella vita dei credenti. Per riuscire a vedere la fedeltà di Dio alla sua parola però dobbiamo ricordare che Egli non ci ha promesso la felicità che noi scegliamo ogni momento, né ci ha promesso che non ci sarebbero state tribolazioni o una chiesa avulsa da problemi e neppure una comunità perfetta che ci accolga sempre con il sorriso stampato sul volto. Dio ci promette la sua presenza nella nostra vita, ci promette lo Spirito che ci da la possibilità di vivere la felicità in modo nuovo, lontano dal modo superficiale e passeggero di noi uomini, ci concede la capacità di osservare con occhi nuovi e con sguardo chiaro e misericordioso una chiesa piena di fede, un mondo pieno di pace ed amore, apre il nostro cuore alla generosità e all’ accoglienza del fratello. Ci dona la capacità di inseguire una libertà che ci permette di scegliere Gesù ogni giorno e di seguirlo liberamente “ se mi amate, osserverete i miei comandamenti” .

 

Buona settimana

 

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